Parole del giorno: ‘eco’, ‘bio’ e ‘organico’

Scritto da: Marí Luz Sáez, il 23/07/2020.

(N.B. Tradurre articoli come questo presentea delle difficoltà di tipo linguistico. Prevalentemente la sfida qui è stata cercare gli stessi termini in lingua italiana, e capire se effettivamente le spiegazioni fornite dall’autrice corrispondevano con la traduzione da me effettuata)


ECO

  • Non sono stati utilizzati pesticidi chimici né organismi geneticamente modificati (transgenici), quindi nessun elemento è artificiale.
  • È l’etichettatura più completa delle 3. Implica un ambiente verde e una produzione sostenibile.
  • Nell’agricoltura biologica, tutto è naturale a partire dai semi e a finire con il concime, al bestiame non si somministrano ormoni e gli animali vengono allevati all’aria aperta.
  • Un prodotto ecologico è così perché è stato prodotto secondo le normative europee.
  • Pertanto, i pomodori del vicino che ha un orto possono anche essere biologici, ma se vuoi venderli come tali, dovresti ottenere il marchio certificato dell’UE.

Tuttavia:

  • Un prodotto ecologico non è né un prodotto locale né un sinonimo di “più sano”. Ad esempio, un cupcake, per quanto possa essere “eco”, è pur sempre un cupcake (con farina raffinata, zucchero, ecc.)
  • Esempio: alcuni yogurt ECO contengono più zuccheri di quelli normali. Contenendo più batteri, questi risulterebbero più acidi, quindi si necessitano più zuccheri per contrastarne il gusto.
  • Inoltre, i prodotti biologici POSSONO utilizzare pesticidi DI ORIGINE NATURALE, con nomi che forse potrebbero impressionarci.
  • Un prodotto NON TRANSGENICO è necessariamente ecologico? No. Ma uno ecologico è privo di transgenici? Sì.

BIO

  • Come quelli ecologici, non possono contenere pesticidi di origine sintetica o transgenica.
  • La qualificazione “bio” risponde agli stessi parametri, la differenza si trova nella percezione del consumatore. Gli “eco” sono associati a pratiche sostenibili, i “bio” con coloro che hanno a cuore la selezione delle specie, la salute del suolo, e così via.
  • Fondamentalmente vengono prodotti senza alcun intervento di laboratorio (senza modificarne forma, colore, ecc.)

ORGANICO

  • Sono anche prodotti privi di pesticidi, fertilizzanti, ecc., che possano alterare il prodotto naturale, ma la loro origine NON deve essere per forza naturale; possono dunque contenere transgenici (ad esempio, un prodotto da un seme transgenico).
  • Non puoi conseguire la certificazione ecologica se non si soddisfano tutti i requisiti.

CONCLUSIONE

  • Fino al 91 tutto si chiamava “eco” quindi “bio” e “organico” erano termini vaganti del limbo. Alcuni marchi hanno approfittato di questa confusione con la loro etichettatura.
  • Nel regolamento tutti i termini parlano della STESSA COSA, quindi è una questione di legislazione europea.
  • “Organico” è una cattiva traduzione di “organic”, che dovrebbe essere tradotto come “ecologico”. Ciò è forse dovuto al concetto di agricoltura biologica (o meglio ecologica) in cui non si utilizzano prodotti chimici.
  • Questi termini ci dicono solo COME gli alimenti sono stati trattati, ma non ci dicono NULLA della loro qualità nutrizionale, quindi NON sono più sani NÉ hanno meno zuccheri, semplicemente la produzione ha rispettato sia l’ambiente che gli animali.
  • In conclusione, il miglior prodotto che possiamo consumare è quello stagionale e locale.

MA CHE SORPRESA!

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