La Venere di Milo

Scritto da: Natasha Moura, il 14/06/2020.

(N.B. Tradurre l’articolo della Venere di Milo, oltre ad essere particolarmente istruttivo, mi ha dato l’opportunità di conoscere tanti nuovi termini, come ad esempio “erme”. Questo è il bello di essere un traduttore)


Sapevi che esattamente 200 anni fa fu scoperta la Venere di Milo? Durante questi 200 anni, la Venere di Milo è stata oggetto di discussioni e disaccordi continui, specialmente su due cose: la posizione delle sue braccia (dato che fu scoperta priva di esse) e il periodo dell’arte greca in cui venne realizzata.

La famosa statua, che oggi si trova nel Museo del Louvre, è stata trovata a Melos, un’isola egea, nel villaggio di Plaka, dove è presente un’insegna metallica scritta in greco e in inglese con il messaggio “Sito della scoperta della Venere di Milo”, durante la primavera del 1820. Fu trovata da un contadino locale chiamato Yorgos e dall’ufficiale navale francese Olivier Voutier. Tuttavia, la vendita non si concluse fino al 23 maggio 1820. Il conte di Marcello fu il negoziatore per la Francia e acquistò la statua, pagando 750 franchi a Yorgos e 250 franchi ai primati.

I primi disegni della Venere di Milo furono realizzati a Melos da Olivier Voutier.

Una delle domande più ricorrenti all’epoca era se la statua fosse stata originariamente scolpita in un blocco o in due, come possiamo vedere oggi. Il fatto è che la statua è stata effettivamente scolpita in due blocchi separati, uniti solo successivamente. Ciò appariva piuttosto strano, poiché nell’Egeo le vibrazioni e i terremoti sono piuttosto frequenti, dunque una statua fatta con un solo blocco sarebbe durata più a lungo. Ma per evitare incidenti come questo, i Greci inserivano due perni di metallo tra le parti di una statua, ed è proprio il caso della Venere di Milo; ha dei fori scavati all’interno di ogni anca di circa 7 cm per inserire tali perni.

I francesi trovarono a Melos le due metà della statua, due erme e le loro basi incise, frammenti di un braccio e una mano che regge una mela. Una delle basi inscritte delle erme è andata perduta. In realtà, fu smarrita dopo l’arrivo della statua al Louvre. Grazie a Gregory Curtis, un giovane studente d’arte chiamato Auguste Debay che aveva il permesso di entrare nel laboratorio del Louvre per fare un disegno della Venere di Milo durante il periodo in cui c’erano le basi iscritte, sappiamo cosa c’era scritto. Diceva “…xandros figlio di Menide, cittadino di Antiochia di Meander, scolpì la statua”.

Quindi, se crediamo che la persona che ha creato le erme sia la stessa che ha realizzato la statua, deve essere per forza Alexandros di Antiochia, il che significa che la Venere di Milo non solo è una scultura greca originale (e non una copia romana) ma sappiamo anche chi è l’artista che l’ha creata. Affascinante, vero?

L’altra domanda riguarda la data della statua. E nonostante l’idea generale degli studiosi francesi del 19° secolo secondo cui la statua fosse del periodo classico dell’arte greca, la Venere di Milo è in realtà ellenistica, poiché intorno al 150 a.C. un certo stile retrò diventò di moda, e consisteva nell’imitare sculture classiche in posizioni innovative, nel caso della Venere di Milo lo vediamo in questo drappo avvolto intorno ai fianchi, che era raro prima del 150 a.C. ma divenne poi popolare.

Ma senza dubbio la domanda più affascinante sulla Venere di Milo riguarda, ovviamente, la posizione delle braccia. Ebbene, la posizione del braccio destro non è difficile da determinare, probabilmente si estendeva lungo lo stomaco della dea e si piegava verso sinistra. Tuttavia, il braccio sinistro è piuttosto misterioso, soprattutto perché c’era un’erma proprio accanto alla statua, il che significa che il braccio doveva essere sollevato, probabilmente esteso direttamente a sinistra, piegato un po’ nel gomito; e bisogna ricordare che la mano reggeva una mela.

La storia della sua scoperta e tutte le discussioni storiche sulla data della sua creazione o riguardo il suo autore sono semplicemente affascinanti. E puoi trovare tutto nel libro di Gregory Curtis intitolato Disarmed, che consiglio vivamente a tutti coloro che amano l’arte, la storia e un buon libro.

Fonti:

  • Curtis, G. 2004. Disarmed. The story of the Venus de Milo. Penguin Random House.
  • Wikimedia Commons: per l’immagine dei disegni di Voutier e Debay.

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