Esperienza in Sud America| Viaggiare al femminile

Scritto da: aquidepaso, il 18/01/2022.

(N.B. Un articolo che ci parla di quanto un viaggio possa cambiare una persona, dando spunti interessanti se si decide di viaggiare a lungo. Ho preferito apportare alcune omissioni nella sintassi al fine di snellire il testo e di non creare frasi ridondanti)


In questo articolo vi parlerò del mio primo amore itinerante, quello che mi ha segnato per sempre, la mia esperienza di viaggio in Sud America. Il primo amore è unico e incomparabile ad un altro, già per il sol fatto di essere il primo. Per questo ritengo che il primo viaggio sia unico e ti segni per sempre. A febbraio 2013 mi sono laureata in Turismo e il 25 marzo dello stesso anno il treno Ferro Central mi avrebbe condotto verso il mio primo viaggio. Non sono partita da sola, ma accompagnata da Mari e dalle Paola.

Con loro ho condiviso i miei 3 anni di studi tecnici, molte prove pratiche e bellissimi viaggi a Buenos Aires. La stessa passione per i viaggi ci ha unito e ci unisce ancora.

Quel viaggio per me (Lara) è stato il primo, avevo viaggiato in Argentina con la famiglia e la scuola ma mai da sola, mai così lontano. È stata la mia prima esperienza di viaggio attraverso il Sud America.

La mia esperienza in Sud America o «Sud Americanando»

Così abbiamo chiamato questo viaggio, che aveva solo una pagina Facebook.

Io infatti, non avevo molti soldi, ma il mio obiettivo era raggiungere Machu Picchu, un sogno di lunga data. Poi se non avessi potuto continuare sarebbe andato bene lo stesso, tutto il resto era un extra (o almeno così pensavo all’inizio perché poi non volevo più tornare 😂)

Abbiamo viaggiato per quasi 5 mesi e siamo arrivati a Caracas, in Venezuela. In quei mesi ho imparato molto, sono cresciuta e la mia passione non solo è aumentata ma è diventata il mio stile di vita. Mi è piaciuta così tanto la vita da nomade  che è diventato difficile per me adattarmi alla routine o alla vita di tutti i giorni.

Nel caso non l’avessi detto prima, allora avevo 23 anni e ammetto di essere stato più capricciosa di quanto non lo sia oggi. È stato difficile per me fare lunghe passeggiate (ancora non mi piacciono molto… ma le metto in conto) in quel momento potevo camminare per ore e continuare a lamentarmi come se niente fosse!

Le esperienze di quel primo viaggio sono state positive sin dal primo giorno. Abbiamo viaggiato con uno zaino, io ho portato il mio bodoque giallo e uno zainetto. Ci siamo dotati di sacchi a pelo che ci sono tornati molto utili per le lunghe notti in autobus e di isolanti (ci hanno salvato più di una volta nel Salar de Uyuni o in umide amache in Colombia).

Com’è stato viaggiare da sola in quanto donna?

Dal mio punto di vista e dalla mia memoria, penso che, sebbene avessimo preso molte precauzioni, eravamo piuttosto ingenue e prepotenti. (Stiamo parlando di 8 anni fa in cui i social quasi non esistevano, i nostri cellulari non avevano una fotocamera frontale e whatsapp aveva solo la possibilità di effettuare chiamate, quello che usavamo di più era Skype e avevamo il wifi solo una volta arrivate in un ostello)

Abbiamo passato giorni isolate dal mondo e a volte un genitore contattava l’altro per far loro sapere dove eravamo. Nel mio caso, ho sempre cercato di avvisare se sapevo che sarei rimasta senza internet per diversi giorni e gli raccontavo le città che stavo attraversando, ma logicamente ci sono stati momenti in cui i piani sono cambiati e beh… andava così.

Ci prendevamo cura l’una dell’altra, ed eravamo sempre attente alle situazioni strane, ed è quello che consiglio sempre: divertirsi ma stare sempre attenti a ciò che accade attorno a noi.

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