Delizie della cucina spagnola in Spagna

Scritto da: Carola Moores, il 07/06/15.

(N.B. In questa traduzione andremo alla scoperta delle prelibatezze della cucina spagnola. La narrazione alterna racconti sul presente a classici momenti di “future in the past”. Per quanto riguarda il nome di alcuni prodotti e ingredienti, vi sono casi in cui ho preferito non tradurli, poiché non esistono equivalenti culturali italiani. La traduzione degli stessi, avrebbe distorto il tutto dal contesto)


Visitare la Spagna non significa solo visitare luoghi indimenticabili e incontrare amici intimi, ma anche immergersi in un vero e proprio paradiso culinario.

Delizie della cucina spagnola: ogni tapa, ogni paella, ogni bocadillo al prosciutto iberico, ogni formaggio Manchego, ogni piatto di patate bravas ha aperto un nuovo universo di piacere al nostro palato (stomaco, cuore, anima). Quindi ti suggeriamo di unirti a noi per rivivere alcuni dei migliori momenti del nostro viaggio. Un viaggio tra prelibatezze da far venire l’acquolina in bocca, senza dimenticare i buoni vini di La Rioja e del bacino dell’Ebro, e la birra fresca che non passa mai di moda.


Barcellona

La mattina è soleggiata, bella come Barcellona, passiamo per Plaza de Catalunya, prendiamo la Rambla e dopo aver incontrato la nostra amica Migus, arriviamo al mercato della Boquería. Passeggiamo tra colori, profumi, prelibatezze e tanta gente. Ci sediamo per pranzo ad uno dei tavoli per commensali ombreggiati del bar. Gamberi all’aglio, pulpitos provenzali e patate bravas, tutto molto gustoso.

Quando usciamo per smaltire un po’ il pranzo, ci perdiamo tra stradine con balconi, camminiamo per il vecchio quartiere del Raval, poi passando per Plaza Real, arriviamo sulla Barceloneta e le sue spiagge e visto che camminando così tanto ci è venuta di nuovo fame, ci diamo subito dentro coi panini al prosciutto iberico!

La sera successiva ceniamo nel quartiere di Gracia, bohémien, tranquillo, lontano dal centro ma poco, in una riseria a pochi isolati dall’appartamento della nostra amica Vicky, dove alloggiamo. La Xativa arrosería è un suggerimento che ti diamo di cui non ti pentirai (prezzo medio, non per escursionisti). Il menu comprende: antipasto, prima portata, dolce e due calici di vino rosso. Quindi di delizia in delizia: Butifarras con piquillo, patate con uovo fritto e gamberi, paella valenciana con pollo e coniglio e crema catalana per dessert. Che bel modo di mangiare e ridere tra storie e aneddoti.


Tarragona

Nella città catalana di Tarragona abbiamo partecipato al Travel blogger meeting, un incontro molto interessante di travel blogger dove ci siamo divertiti moltissimo. Il secondo giorno, verso sera, abbiamo preso un autobus e ci siamo incamminati verso i paesi che si trovano sulle rive del fiume Ebro. Un’ora dopo siamo arrivati a Gandesa, molto piccola e tranquilla. Abbiamo cenato nella parte vecchia di una cantina dove sono stati disposti diversi tavoli per assaggiare delle vere prelibatezze. Mentre il sax suona in sottofondo e i camerieri servono il vino della cantina stessa, noi mangiamo pane con acciughe e peperoni, tramezzini di tonno, cucchiaiate con baccalà e cipolla, frittate di patate, formaggio e bastoncini di pesce. Per dessert degli ottimi cioccolatini, da non perdere.


Campeggio L´Ametlla – Valle dell’Ebro

La Botella e La Almendra, in catalano L´Ampolla e L´Ametlla sono due piccole città situate sulla costa mediterranea, a poco più di un’ora di treno da Barcellona. A metà strada tra le due, si trova il campeggio dove andremo a mangiare, in una giornata iniziata con la pioggia, ma che andava migliorando con il passare delle ore. Abbiamo iniziato con dei piccoli panini con pomodoro, olive e anguilla affumicata. A seguire gamberi di fiume brasati con olio d’oliva e guance di tonno con verdure, entrambi piatti prelibati. Come portata principale: riso all’astice (una specie di astice morbido e carnoso molto comune in questa zona), con questo piatto era il meglio della serata, dire che era squisito è dire poco. Il tutto accompagnato da vino bianco fresco del bacino dell’Ebro. Non avevamo posto nemmeno per il dessert.


Madrid

Una sera siamo andati a cena con la nostra amica Bea nel quartiere di Lavapies con piccole strade con tavoli in strada e diversi ristoranti di tapas tra cui scegliere. Ci siamo seduti a mangiare in uno chiamato Achuri, chiassoso, con i camerieri che passavano con ciotole fumanti e sulle cui pareti si leggono slogan antifascisti e persino uno dei fazzolettoi delle Nonne di Plaza de Mayo incorniciato e firmato da Estela de Carlotto. Abbiamo preso vino rosso della casa, panino al prosciutto iberico, piatto di formaggi, olive e pomodori conditi con olio d’oliva, patate con quattro formaggi e Lacón (fette sottili di maiale) con patate. Una delizia!Vuoi sapere dove andare a mangiare le tapas a Madrid?

Abbiamo fatto un giro per Madrid, curiosato per il mercato di San Miguel e le sue prelibatezze, passeggiato sulla Gran Via, siamo passati davanti all’orso Madroño e poi arrivare a Plaza del Callao.

È mezzogiorno passato e abbiamo fame, percorriamo strade tranquille dove ci sono diversi ristoranti con i loro tavoli sul marciapiede. Hanno tutti menù con antipasto, piatto principale, dolce e bevanda. Alla fine abbiamo deciso per una cantina galiziana chiamata Casa Valiño, il menu ha un costo di 10 euro a testa. Pane, bottiglia di vino rosso, bottiglia d’acqua, due portate a testa e dolce. Solo con gli “antipasti” siamo pronti per fare un bel riposino: Paella con frutti di mare e trippa madrilena, ottima, due bombe. Per secondo abbiamo ordinato salmone con salsa tartara e nasello romano, anche questa volta non avevamo più spazio per il dessert.


Granada

Di giorno abbiamo ammirato l’Alhambra , mangiato e bevuto una birra con tapas in un bar vicino e la sera siamo andati alla fiera situata a pochi minuti dal centro di Granada. Pieno di giostre, bancarelle, tablao e ovviamente ristoranti. Il nostro amico Enrique, che ci ospita nel suo appartamento, inizia a comprare bicchieri di vino dolce della regione per cominciare. Poi siamo andati a cena in uno dei tanti stand e ci hanno raggiunto altri amici che ordinano in grande stile: grigliata di carne, grigliata di frutti di mare, polpo galiziano, patatine fritte, birre e ancora birre. Mentre il flamenco suona in sottofondo, chiacchieriamo e scherziamo un po’.


Siviglia

Dalla Torre de la Plata all’Alcázar, dal quartiere di Triana all’Archivo de Indias, Siviglia offre una magica passeggiata nella storia, ma anche da non perdere per i suoi sapori. Una sera siamo stati a cena con gli amici Enrique e Sandra che ci hanno anche ospitato, in un piccolo magazzino pieno di prosciutti e prelibatezze. Il posto è nascosto, è solo per intenditori ed è gestito con saggezza e passione da una simpatica coppia. Siamo partiti bene all’andalusa, mangiando in piedi in un angolo del bar, pochi minuti dopo abbiamo preso un tavolo e ci siamo sistemati per continuare ad ingozzarci . Abbiamo mangiato molte squisitezze: prosciutto iberico di maiali nutriti con ghiande, formaggio Manchego, lonza ripiena, salame da togliere il fiato e altro ancora. Tra risate e aneddoti calcistici del nostro amico arbitro professionista del campionato spagnolo, abbiamo passato una serata davvero piacevole.


Cadice

A Cadice puoi assaggiare il sale che proviene dal Mediterraneo e si diffonde per le sue strade secolari e le piazze con i ristoranti. Una delle passeggiate della giornata consiste nell’andare al mercato di Cadice per cercare di riconoscere la grande varietà di pesce che offrono ai propri clienti.

La sera abbiamo cenato con Vicky e Salvador al “Gonzalo”, una piccola taverna andalusa a Santa María, uno dei quartieri più antichi della città. È il tipico bar spagnolo dove puoi mangiare al bancone a un prezzo molto buono. Abbiamo provato diverse prelibatezze di mare che non avevamo mai mangiato prima come uova, palombo, lievito naturale, cernia impanata, frittata di gamberi, olive condite e insalata russa. Abbiamo anche provato del buon vino, così si chiama, è originario della zona e ha un sapore piccante e una gradazione alcolica superiore a quella comune.

Il nostro ultimo giorno a Cadice abbiamo cenato in un ristorante di tapas, vicino al lungomare e al mare. Lì, accomodandoci al bancone, abbiamo nuovamente provato diverse specialità gastronomiche come peperoncini, datteri con pancetta, guanciale, montaditos de pringado, zuppa di salmorejo, uno stufato chiamato vezna e chicharron in fetas. Felici per il cibo e la chiacchierata, abbiamo concluso la serata con qualche drink in un magazzino trasformato in bar, progettato dallo stesso Eiffel.


PS: Ricordiamo con affetto i ristoranti Cento montaditos che ci hanno sfamato in tutta la Spagna quando le nostre tasche scarseggiavano. Tutti i panini a 1 euro, siano essi con prosciutto iberico, chorizo, gamberi o salmone. Anche il calice da mezzo litro di birra 1 Euro !! (magari sono una capra, ma dal nostro portafoglio è uscito ogni singolo euro)

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