Natale

Scritto da: Irina Santroni, il 08/01/2021.

(N.B. Un articolo dalla profondità unica, la cui traduzione cerca di rendere omaggio all’intensità del testo originale, arricchendo di belle parole e parafrasi un testo già di per sempre bellissimo)


Darcy uscì presto per acquistare gli ultimi ingredienti per la cena: verdure e alcuni prodotti che voleva freschi, del giorno stesso.

Impeccabile come sempre – vestita di bianco e beige, sandali alti e sottili e capelli raccolti in uno chignon alto – era in piedi davanti alle pesche. In modo ossessivo, annusò i frutti e li raccolse uno per uno, per colore e forma. Pagò e andò via senza indugio.

Non riusciva a immaginare che un clandestino si era intrufolato nella sua borsa. A Dicembre fa caldo a Buenos Aires e gli insetti invadono tutto, anche Recoleta, uno dei quartieri più costosi della città.

La reazione istintiva non è sempre quella giusta. Darcy lo scoprì quando sentì un formicolio sulla parte posteriore del collo e vi passò la mano, facendosi così pungere dall’ape.

L’acqua non alleviava il dolore e così optò per il ghiaccio. L’ape morta cadde sul bancone bianco. Era un’ape? Le strisce gialle diventarono rosse quanto più si avvicinavano al pungiglione ormai venuto via. “Mi hai morso e sei morta. Non è stata una scelta intelligente.”, pensò mentre la gettava nella spazzatura e disinfettava la superficie con l’alcol.

Non era di buon auspicio, però, doveva essere tutto perfetto. E, naturalmente, così fu.

Suo marito tornò a casa in orario. Così come gli invitati. La tavola addobbata per quattro era bellissima.

La decorazione natalizia: barocca e sobria. Tutto combinato coi toni dell’oro opaco, del rosso vino e del verde intenso, esaltando l’architettura bianca e grigia.

La cena fu una cerimonia una tantum. Il dolore al collo aumentava con il passare delle ore. Lasciò che i suoi capelli coprissero il grande morso scarlatto. Era caldo tanto quanto gonfio.

Parlarono di viaggi, soldi, affari, come sempre. Sua suocera si complimentò per il cibo, come sempre. Solo che questa volta Darcy non stava “come al solito”. Il dolore al collo la infastidiva e questo disagio ignorò rapidamente i limiti del suo corpo.

Si sentiva strana, nel posto sbagliato. Il veleno aveva macchiato il suo sangue di intolleranza. I suoi occhi persero il punto di convergenza, la sua attenzione si stava dissipando proprio come la perfezione di quella scena, alla quale si era dedicata vari giorni per realizzarla. Il quadro generale stava cambiando davanti a lei.

La conversazione divenne irrilevante; il dolce, acido; lo spazio, soffocante. All’improvviso corse fuori dall’appartamento, senza fermarsi finché non raggiunse la strada. Aprì la bocca e si riempì i polmoni di tutta l’aria che riuscì a catturare. La pressione le gonfiò il petto e le tolse la cintura. Poteva sentire il percorso dell’aria penetrare nel diaframma, come mai prima d’ora. Si sentiva viva, sveglia.

Il marito la rimproverò subito riguardo la scorrettezza di essersi alzata da tavola e la scortesia di aver interrotto la cena, così come il suo modo scandaloso con cui aveva spalancato la sua bocca in mezzo alla strada.

Lei si voltò verso di lui. Una lacrima fece capolino, incompresa. Darcy scoppiò a ridere: aveva assaporato l’aria e da quel momento nulla sarebbe stato più lo stesso.

I miracoli accadono eccome a Natale!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...