La leggenda delle sirene

Scritto da: Natasha Moura, il 17/06/2020.

(N.B. In questo articolo, l’autrice fornisce sempre due termini per riferirsi alle sirene: “sirens and mermaids”. In realtà in italiano, non esiste un secondo termine per riferirsi a queste creature; motivo per il quale ho deciso di applicare una riduzione e utilizzare solo il termine che conosciamo)


Quando pensiamo alle sirene, è probabile che la nostra mente evochi l’immagine di bellissime creature, metà donna e metà pesce. Tuttavia, non è stato sempre così. Alle origini, nella mitologia e nel folklore popolare, erano associate a eventi pericolosi.

Le sirene compaiono nel folclore di molte culture in tutto il mondo. Sono creature acquatiche con la testa e la parte superiore del corpo di una donna e la coda di pesce. In Occidente, la concezione delle sirene potrebbe essere stata influenzata dalle sirene della mitologia greca, in cui erano creature pericolose, che attiravano i marinai con la loro musica e le loro voci incantevoli inducendoli al naufragio sulle coste rocciose delle loro isole.

Platone era convinto ci fossero tre tipi di sirene: le generative, che erano sotto il governo di Poseidone; le purificatrici o catartiche, sotto Ade; e le celestiali, al cospetto di Zeus. Quando l’anima è in paradiso le sirene cercano di unirla alla vita divina dell’esercito celeste; quando è nell’Ade, cercano di conformare l’anima all’eterno regime infernale; ma quando sono sulla terra, “creano generazione” di cui il mare è emblematico.

Secondo i poeti romani, le sirene vivevano in alcune piccole isole chiamate Sirenum scopuli. Per alcune tradizioni, la geografia letterale dell’isola è fissa, tuttavia alcune di esse si credeva potessero essere il Capo Pelorume altre la Sirenuse, un’isola vicino a Paestum, o anche Capreae. Sono tutte isole circondate da scogliere e rocce.

Le sirene compaiono in alcuni dei miti più famosi dell’antica Grecia; per esempio erano compagne di Persefone quando fu rapitaa dall’Ade, e apparvero anche nell’Argonautica e nell’Odissea.

In arte

Sin dall’antica Grecia le sirene erano un soggetto artistico comune. Tuttavia, il modo in cui venivano raffigurate cambiò nel tempo. Per gli antichi greci le sirene apparivano come una combinazione di donne e uccelli in diverse forme. Ci sono diversi esempi nell’arte greca antica di sirene rappresentate come uccelli con teste di donne, piume e zampe squamose. Successivamente, furono rappresentate come figure femminili con zampe di uccelli che suonavano una varietà di strumenti musicali come arpe o lire, ma non sempre con le ali.

Quando la fede pagana fu superata dal cristianesimo nel IV secolo, la credenza nell’esistenza di creature magiche come le sirene fu scoraggiata. Tuttavia, continuarono ad essere usate come simbolo della pericolosa tentazione incarnata dalle donne nell’arte cristiana dell’era medievale.  

È durante il Medioevo, che la figura della sirena mitologica dell’antica Grecia acquisice un aspetto più seducente, perdendo le tracce fisiche “pericolose”, avvicinandosi all’immagine della sirena che conosciamo oggi. Nel Rinascimento, il termine era usato per riferirsi alle musiciste di corte, note anche come cortigiane, che ricoprivano il ruolo di compagne non sposate e interpreti musicali, un comportamento considerato immorale. Erano viste come creature in grado di controllare la ragione degli uomini.

Secondo alcuni studiosi, la figura della sirena, questa seducente creatura femminile che ha il potere di controllare il senno degli uomini, si è sviluppata fino a perdere tutte le tracce fisiche dell’essere mitologico per trasformarsi nella femme fatale.

Le sirene hanno continuato ad essere un soggetto popolare di arte e letteratura negli ultimi secoli, sia nella fiaba classica La sirenetta (1836) di Hans Christian Andersen, sia nei dipinti del 19° secolo, dato che la mitologia classica era una fonte di ispirazione per gli artisti.

La maggior parte delle opere realizzate da donne artiste su questo argomento, rappresentano le sirene come bellissime creature, metà donna metà pesce. Tuttavia, trovo molto interessante che l’artista Kiki Smith le abbia rappresentate in entrambe le varianti. In una ha scelto di rappresentarle più vicine alla descrizione antica, in cui le sirene sono metà donne metà uccelli; nell’altra, sono invece metà bambina metà pesce, ma anche in quest’ultima è evidente il riferimento a sculture antiche.

Curiosità:

  • L’equivalente maschile delle sirene è il tritone, una figura familiare nel folklore e nell’araldica. Tuttavia le credenze sui tritoni sono meno comuni. A volte vengono usati i termini “tritone” o “creature marine” per riferirsi a collettivi femminili e maschili.
  • In alcune culture, le sirene possono essere sia creature pericolose che benevole.
  • Nelle raffigurazioni artistiche, potevano essere sia di genere maschile che di genere femminile, ma le sirene maschili scomparvero dall’arte intorno al V secolo a.C. 

Fonti:

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