Intervista alla stilista e scrittrice italiana Marella Campagna

Scritto da: Daniela Pisciottano, il 04/09/2019.

(N.B. Tradurre questo articolo mi ha fatto pensare a quanto sia importante credere nei propri sogni. nonostante sia talvolta difficile spostarsi e ricominciare da capo. È pur sempre giusto porre attenzione alla sintassi delle frasi, al fine di rendere il testo scorrevole e di non far capire al lettore che si tratta di una traduzione)


Dalla pubblicazione del suo primo libro “From Blank Canvas to Garment”, la stilista Marella Campagna non si è fermata un secondo! In un’intervista esclusiva per Femie Magazine ci racconta tutto riguardo il suo essere una nostalgica italiana che può finalmente inglobare il suo passato, i suoi ricordi, il suo presente e il suo futuro a Londra.


Nella tua biografia dici che sei una nostalgica italiana, stabilitasi da poco a Londra. Com’è la vita di un nostalgico italiano a Londra?

È densa, intensa, pura e soprattutto onesta.

Onesta perché finalmente ingloba il mio io interiore, il mio passato, i miei ricordi, il mio presente e il mio futuro. Sono nostalgica, come solo una persona nomade potrebbe essere, con diverse anime, diversi cuori e diverse case, che amo e di cui sento la mancanza allo stesso tempo.

Ma Londra, Londra è il mio vero amore, il luogo a cui appartengo, con migliaia di volti, sentimenti e uno spirito poliedrico. Mi mancano le mie radici, il mio paese, la mia “Italia”, come un genitore lontano che hai amato profondamente e intensamente, ma in cui purtroppo non hai mai trovato un terreno in cui mettere radici.

Scorrendo tra il tuo profilo Instagram è palese che hai un’ossessione molto chiara per il rosso e questa cosa ci piace molto! Da dove viene la tua passione per questo colore brillante e in che modo questo influisce sul tuo lavoro di stilista?

Mi sono sempre sentita attratta da colori puri e luminosi, come il bianco e il rosso, ma in realtà ho scoperto questa forte ossessione mentre lavoravo a un progetto scolastico, dedicato alla fragilità, ai ricordi, alle interazioni e alle connessioni legati all’umanità.

Ho iniziato la mia ricerca, raccogliendo ed esplorando alcune immagini ispiratrici di Louise Bourgeois, e ho subito sentito una connessione con lei: l’uso pervasivo del colore rosso e la sua capacità densa ed evocativa ha dato voce ai miei sentimenti più profondi.

Il rosso è il colore del sangue, il rosso è il colore del dolore” come ha suggerito l’artista, rappresenta la nostra summa, il nostro essere umani, la nostra complessità emotiva e la nostra fragilità. Per me è lo scorrere della nostra esistenza, come un serbatoio visivo dei sentimenti umani.

“From Black Canvas to Garment” è il titolo del tuo primo libro. Il tuo editore Balestier Press ti ha definita “una stilista dalla nascita e una scrittrice d’adozione”. Quindi, che carriera ti sta godendo di più, quella originale o quella adottiva?

Questa è, di gran lunga, la domanda più difficile a cui rispondere in questo particolare momento della mia vita. La moda è più legata alle mie emozioni crude e al mio io più profondo, è spontanea, irrazionale, vivida come un flusso incessante.

Scrivere, incarna il mio lato razionale, che elabora e struttura i miei sentimenti in modo funzionale.

Onestamente mi piacciono entrambe: la moda è puro divertimento, anche sotto pressione; la scrittura è energia vivida, ma devo ammettere che alcune parti del lavoro di uno scrittore sono un po’ impegnative e quasi fastidiose, soprattutto quelle meno creative come la pianificazione di date del tour, il PR e il marketing digitale.

Amiamo il tuo approccio creativo alla moda e all’arte in generale. Poni la tua attenzione sul significato, piuttosto che sulla forma e il risultato è uno stile riconoscibile che ti rende un’artista unica. È stato difficile trovare la propria voce mentre studiavi per diventare stilista?

Sì, lo è stato e lo è ancora. Lasciare che la tua voce esca fuori è un lavoro arduo così come lo è strutturare un approccio critico per pensare, ed è spesso un processo lungo e doloroso.

Gli esseri umani per me sono come un “cerchio aperto”, entrambi immersi in dinamiche psicologiche, uniche che tendono ad alternarsi e ritornare nel corso degli anni, ma è anche un continuo flusso in divenire, difficilmente prevedibile.

Finora ho trovato parte della mia voce, una versione attuale di essa; ma chissà, forse cercando delle risposte, lavorando ad un progetto creativo, ed esplorando un nuovo tema, potrebbero saltar fuori nuovi elementi. Come stilista e scrittrice, non posso sfuggire a questa scoperta per tutta la vita, poiché è il vero nucleo del mio lavoro, la parte più genuina, vivida e controversa.

Il tuo viaggio nella moda è iniziato al Central Saint Martins di Londra, mentre ti innamoravi della letteratura durante la tua giovane età. Quindi la scrittura è il tuo primo amore che si è pian piano riacceso o è una predilezione che è cresciuta nel tempo?

Entrambe, ma lasciate che vi dica una cosa: la scrittura, la moda e l’arte hanno sempre svolto un ruolo cruciale nella mia vita. Fanno parte dello stesso mondo semantico, come un modo personale di esprimermi e di realizzare me stessa. Sono tutti mezzi che utilizzo per comunicare.

Mi ci è voluta una vita per capire come combinarli in maniera corretta. All’inizio ho dovuto abbandonare la mia passione per la scrittura per esplorare il mondo a un livello più visivo, attraverso la moda, il disegno e la pittura; poi mentre sperimentavo tessuti e matite, ho sentito il bisogno di mettere in pratica il significato piuttosto che la forma, la dimensione concettuale che giace sotto un capo d’abbigliamento. Così ho preso in mano la penna, di nuovo, e mi è sembrato qualcosa di magico. Ehi, ma… Sto rivelando troppo riguardo al mio libro!

Marella Campagna è ora una stilista e cantastorie, ma chi eri da bambina? Immagino uno spirito libero, una bambina selvaggia che balla in un vestito troppo grande per lei. Giusto?

Sì, assolutamente! E sai, quella bambina selvaggia è ancora lì, in attesa di uscire, e di poter affrontare nuove sfide più grandi di lei, come quel vestito che indossava! Mi piacerebbe darvi maggiori informazioni su di me in quanto bambina e sulla mia storia, ma penso che, questa volta, dovreste cercarlo nel libro!

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