Le artiste donne stanno trovando il loro posto nei musei?

Scritto da: Natasha Moura, il 27/10/2019.

(N.B. Trovo alquanto interessante avvicinarsi anche al mondo dell’arte. La terminologia e la sintassi sono stati i primi due elementi a cui ho posto attenzione, in quanto credo sia importante dare al testo una notevole scorrevolezza)


Questa è la domanda che ho da porti oggi. Ultimamente, molti musei ospitano mostre personali di artiste e sempre più opere al femminile diventano parte di mostre permanenti. È un segno che finalmente le donne stanno ottenendo il loro meritato posto nei musei?

Come sai, negli ultimi anni molti musei hanno ospitato mostre personali su importanti artiste donne. Il Museo del Prado in Spagna, uno dei musei più importanti e prestigiosi d’Europa, è un esempio di questo ‘fenomeno’; in questo momento l’istituzione ospita una mostra di due grandi nomi del Rinascimento italiano: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana. È la seconda volta che l’istituzione dedica una mostra alle artiste donne, la prima è stata Clara Peeters nel 2017. Con queste mostre possiamo notare come il museo stia cercando di riconoscere il lavoro di queste creatrici, dopo averle trascurate per anni.

Tuttavia, le mostre dedicate alle artiste sono solo una parte dei cambiamenti apportati al museo più importante della Spagna. Dal 2017 e dalla mostra di Clara Peeters è visibile quanto l’istituzione voglia recuperare le opere della sua collezione firmate da donne e correggere alcuni errori di attribuzione come nel caso di un dipinto di Sofonisba Anguissola (maggiori dettagli qui). Lo scorso dicembre ci ha sorpreso la decisione del museo di prendere dal magazzino e mettere in mostra permanente La nascita di San Giovanni Battista di Artemisia Gentileschi, un dipinto che non era mai stato esposto sulle pareti del museo (maggiori dettagli qui). E quest’anno, oltre ad ospitare la mostra di due grandi maestre di vecchia data, hanno portato nelle sale delle mostre permanenti, altre due opere firmate da donne: a settembre, il bellissimo leone dipinto da Rosa Bonheur e chiamato El Cid ha vinto il suo posto nella sala 63A; e ad ottobre il Ritratto di Anna Escher von Muralt di Angelica Kauffmann.

In Francia, quest’anno, il Musée d’Orsay ha ospitato la splendida mostra di Berthe Morisot, uno dei nomi più importanti dell’impressionismo. E allo stesso tempo esponevano in sale più piccole le opere di altre donne legate all’impressionismo, e anche opere di fotografe contemporanee a Morisot. Il d’Orsay ha anche in mostre permanenti opere di artiste come Rosa Bonheur, Mary Cassatt o Eva Gonzalès. Al Louvre possiamo facilmente trovare nomi come Élisabeth Vigée Le Brun, Marguerite Gérard, Louise Moillon, Anne Vallayer-Coster e Marie-Guillemine Benoist.

Negli Stati Uniti, il Museo Guggenheim ha ospitato una mostra dedicata a Hilma af Klint, la pittrice astratta svedese. La mostra ha battuto il record del museo per numero di visitatori (circa 600.000) e per le vendite del catalogo, e ha anche aumentato il numero di affiliati.

E l’ultima notizia che abbiamo ricevuto solo pochi giorni fa quando il Baltimore Museum era al centro di molte critiche (positive e negative), l’istituzione ha dichiarato che nel 2020 tutte le nuove acquisizioni saranno da parte di donne. In questo momento, solo il 4% della collezione del museo è di donne, e questo è il modo che l’istituzione ha trovato per cercare di correggere lo squilibrio. Secondo il direttore del Baltimore Museum “Costruire una collezione permanente significa costruire una storia per sempre”, acquistando le opere di un artista i musei consentono ai curatori di studiare le sue opere e di presentarle negli anni a venire.

È innegabile che le cose stiano cambiando, ovviamente c’è molto da fare e da migliorare, ma io sono una persona ottimista e penso che questi cambiamenti siano positivi per l’avvenire delle artiste donne e forse in futuro potremo avere molta più storia dell’arte inclusiva.

Fonti:

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