Intervista a Lei di AmarViajar

Scritto da: Gonzalo Ramírez, il 13/05/2020.

(N.B. Una bellissima intervista, ricca di consigli, emozioni e sensazioni che spero di aver tradotto nel migliore dei modi)


Lei, ideatrice dell’eccellente Blog “Amar Viajar”, ricco di novità, con idee atte a facilitare l’organizzazione di un viaggio, storie delle sue avventure, condivide anche suggerimenti per lavorare da casa, cucinare ricette, familiarizzare con la tecnologia nel quotidiano, insomma di tutto! Molto attiva sui suoi social network, autrice di uno spazio molto completo e sempre pronta ad aiutarci. Oggi parleremo un po’ delle sue esperienze, dei suoi progetti, dei suoi sogni e della sua vita!

·         Dove sei nata? Dove vivi oggi?

Sono nata nella zona ovest della Grande Buenos Aires. Sono cresciuta a Morón. A 21 anni mi sono trasferita da solo a Ramos Mejía, e a 26 a CABA, poi ho vissuto a Belgrano e attualmente vivo a Paternal.

·         Quando eri piccola cosa sognavi di diventare?

Molte cose! Ho attraversato diverse fasi: archeologa, astronoma, fotografa, regista, scrittrice e infine giornalista, che è la professione che ho scelto.

·         Cosa fanno i tuoi genitori? Qual è la cosa più importante che ti hanno insegnato?

I miei genitori sono sempre stati commercianti, imprenditori, canoisti! Hanno avuto diverse attività, dal mobilificio, agli articoli da regalo, al bazar di cose di ogni genere. Nei loro periodi più difficili, sono stati rappresentanti di mobili, e nella crisi del 2001 ricordo che mio padre iniziò ad arrostire polli sulla griglia di casa, mia madre preparava le insalate e vendevano sacchetti per il pranzo ai commercianti nel centro di Morón. Sapevano sempre reinventarsi! Per diversi anni, hanno avuto una casa di cura nel quartiere di Floresta. Continuano a lavorare anche se hanno più di 70 anni. Ho imparato e imparo ancora oggi molto da loro, anche se mi dedico a qualcosa di completamente diverso. Trasmettono la loro voglia di fare, la grinta, l’impulso di andare avanti e reinventarsi sempre. Scivolare non significa cadere, ed è quando tocchiamo il fondo che dobbiamo darci forza per risalire a galla. Sono un ottimo esempio.

·         Qual è stato il primo viaggio di famiglia o quello che ricordi di più? Dove siete stati? Chi eravate?

Con la mia famiglia trascorrevamo le estati sulla costa argentina: Miramar, Villa Gesell, Mar de Ajó o Mar del Plata. Siamo anche stati a Cordoba diverse volte. Sempre con i miei genitori, le mie due sorelle, mio fratello e in alcune estati si aggiungevano anche i fidanzati delle mie sorelle. Abbiamo un po’ di differenza di età con i miei fratelli, e io sono la più piccola.

·         Qual è stato il tuo primo viaggio in aereo?

Avevo 5 anni, quando ho fatto il mio primo e unico viaggio internazionale di famiglia, ossia in Brasile con i miei genitori. Ricordo che ero molto emozionata e che durante uno dei voli ci sono state così tante turbolenze che la gente urlava, vomitava, mia mamma era molto spaventata, mentre io ero felice perché mi piaceva lo scricchiolio dell’aereo!

·         Quando hai iniziato con il blog? Cosa ti ha motivato a crearlo? Avevi molti nomi tra cui scegliere?

Il blog è nato a gennaio del 2016, ma avevo in programma di lanciarlo a metà del 2015. È nato perché improvvisamente mi sono ritrovata a inviare e-mail con consigli di viaggio a molti amici e conoscenti che mi facevano domande e, poiché mi è sempre piaciuto scrivere, ho deciso di aprire il blog con l’obiettivo di aiutare le persone a viaggiare più tranquilli. Il nome mi è venuto in automatico. Non ne ho mai pensati altri.

·         Prima scrivevi su altri blog? Quali? Di cosa parlavano?

Sì, nel 2006 ho iniziato con il mio blog personale chiamato Leila Aisen e successivamente La Vidriera. Lì scrivevo un po’ di tutto ed era la mia cavia per molte cose riguardo il Digital Marketing e il SEO. Nel corso degli anni e con il lancio di Amar Viajar, l’ho abbandonato, sebbene sia ancora online. Ho avuto alcuni altri blog tematici di cui non ricordo nemmeno i nomi perché non sono durati tanto a lungo.

·         Hai seguito un corso di studi all’Università? Quale? Sei sempre stata sicura o eri indecisa tra altri corsi?

Sì, ho seguito due facoltà e ho conseguito una laurea in giornalismo e una in comunicazione sociale, rispettivamente nel 2010 e nel 2011, presso l’Università Nazionale de La Matanza. Inoltre, ho frequentato un programma esecutivo in economia e imprenditoria all’Università di Tel Aviv.

·         Ti è sempre piaciuto scrivere? Hai pubblicato dei libri? Ti piacerebbe in futuro? Di cosa parlerebbe?

Mi è sempre piaciuto! Ho iniziato a scrivere all’età di 8 anni… poesie, canzoni e storie. Ho continuato con quest’hobby per il resto della mia infanzia e adolescenza, e conservo ancora molti dei miei scritti in una cartella. Non ho mai pubblicato un libro, ma mi piacerebbe. Diversi anni fa ero andata molto vicina al pubblicare una collaborazione sul Web 2.0 con alcuni colleghi (sembra già vecchissima come idea!). Penso che se pubblicherò un libro in futuro, si tratterà di viaggi, o ancora meglio di consigli pratici come quelli che do sul mio blog, ma non di cronache.

·         Hai vissuto in altri paesi? Quali? Per quanto tempo? Perché sei tornata?

Ho vissuto 2 mesi in Israele. Ho ricevuto una borsa di studio per studiare economia e imprenditoria e, quando il corso è finito, sono tornata. Due mesi prima di partire, ho incontrato quello che oggi è mio marito, abbiamo continuato la relazione a distanza, mi sono resa conto che era la mia metà e sono tornata. Tel Aviv è una delle mie città preferite. Anche se ho pensato più volte di andare a vivere all’estero, qui sono molto legata ai miei affetti e Buenos Aires è una città che amo.

·         Sei andata da sola in vacanza con un gruppo a Florianópolis, Israele ed Europa, quando è stato? Cosa puoi raccontarci di quelle esperienze?

Sono andata a Florianópolis nel febbraio 2009. È stato un viaggio nato un po’ per caso. Avevo una relazione e avevamo tutto pronto per partire versi il sud argentino, ma poi ci siamo separati a dicembre. Siamo riusciti a recuperare una parte di quanto speso, e io avevo già chiesto le ferie a lavoro e non volevo sprecarle. Tutti i miei amici avevano già dei piani, quindi mi è venuto in mente di unirmi ad una gita di gruppo di Asatej (oggi Al Mundo)! Avevo 22 anni, un’età ideale per fare una cosa del genere. L’opzione era andare in autobus o in aereo ma dato che quest’ultimo era molto costoso, ho scelto l’autobus. Ricordo che c’erano 2 autobus di Asatej, uno pieno di giovani del gruppo, e un altro in cui eravamo circa 10 persone, i 10 che avevano prenotato all’ultimo minuto. Il resto dei posti erano occupati da passeggeri che viaggiavano da soli… poveri! Dopo quell’esperienza posso affermare che non andrò mai più in Brasile con l’autobus! A volte, temevamo per le nostre vite. Una volta arrivati, ci siamo trovati benissimo! Non c’era un itinerario stabilito, condividevamo solo gli alloggi, quindi noi del gruppo dell’autobus eravamo diventati molto amici, e ogni giorno trovavamo una spiaggia diversa su cui trascorrere la giornata. Quando siamo tornati a Buenos Aires, abbiamo continuato a vederci e ancora oggi continuo a parlare con alcuni di loro. Quello è stato il secondo viaggio internazionale della mia vita (il primo è stato in Brasile con i miei genitori quando avevo 5 anni, come ho detto prima). Il 31 dicembre di quello stesso anno, ho trascorso il capodanno su un volo diretto El-Al rumbo per Israele. Sono andata lì con un programma per giovani ebrei di Taglit, che molti chiamano BRIA. 10 giorni alla scoperta dell’intero Israele con altri ragazzi della tua età che incontri qualche settimana prima del viaggio. Il ritmo è molto frenetico. Ti portano ovunque e conosci davvero a fondo il paese. Dopo quei 10 giorni, con due amici con cui avevo stretto amicizia, siamo andati in Europa. Nessuno dei tre conosceva il Vecchio Continente, ed è stato molto emozionante! Le settimane precedenti abbiamo messo insieme l’itinerario, prenotato ostelli, preso voli low cost. Un mondo tutto nuovo! In totale ho trascorso 1 mese in viaggio. Non ero mai stata via così a lungo, ed è stata anche la prima volta su molte cose: primo viaggio internazionale non regionale, prima volta in ostelli, primi voli low cost, prima volta in Israele e in Europa, ecc, ecc, ecc.
Ho pagato entrambi i viaggi con i miei soldi perché lavoravo, ed è stato davvero gratificante. A coloro che vogliono viaggiare e credono di non poterlo fare per motivi economici o perché non viaggiano con la famiglia, dico che è possibile! Risparmiate e cercate opzioni low cost, perché esistono.

·         A che età ha volato tuo figlio per la prima volta? Dove siete andati? Com’è andata?

La prima volta che mio figlio ha viaggiato in aereo aveva 4 mesi! Dovevo andare a un incontro di lavoro a Brasilia, ma siccome era molto piccolo non volevo lasciarlo. Ho chiesto se potevo portarlo con me e hanno detto di sì! Abbiamo dovuto fare delle scartoffie con mio marito, suo padre, per riuscire a portarlo fuori dal paese da sola. Sul blog ho pubblicato un post a riguardo per aiutare altri genitori. È stata un’esperienza molto strana! Lo portavo nella fascia porta bebè e, per evitare di avere troppo peso dietro, ho portato solo uno zaino e un bagaglio a mano che ho spedito, così da avere meno cose tra le mani. Non potevo mangiare sull’aereo perché non è molto comodo stare da sola con un bambino che ancora non si siede e non volevo svegliarlo. All’arrivo, ho preso un taxi per l’hotel, dove ci siamo sistemati, e il giorno dopo l’ho portato con me a tutte le riunioni. Si è divertito moltissimo ad incontrare nuove persone, ed erano tutti molto teneri con lui. Terminati i giorni di lavoro, siamo andati a Rio de Janeiro dove ci siamo ritrovati con mio marito per trascorrere alcuni giorni di vacanza in famiglia. So che ci sono mamme e papà che di solito viaggiano da soli con i loro figli e hanno tutta la mia ammirazione! La verità è che, nonostante molte persone ti diano una mano quando ti vedono sola con un bambino, non è affatto facile!

·         Quando viaggi per lavoro in tutto il paese o all’estero, vai sempre con tuo marito e tuo figlio?

No. Durante il primo anno di vita di mio figlio, ho fatto del mio meglio per viaggiare con lui ed era essenziale che anche mio marito venisse affinché io potessi lavorare. So che forse da fuori sembra strano, ma lavoro molto quando viaggio! Fare la giornalista di viaggio è bello, ma non è mai una vacanza al 100%. A dicembre ho viaggiato senza il mio bambino per la prima volta, e così a febbraio. Aveva già un anno e mezzo e in entrambi i casi si trattava solo di due notti.

·         Quando viaggiate in famiglia, quante valigie portate? Che raccomandazioni daresti?

Portiamo sempre meno! Di recente ho pubblicato un post a riguardo perché è qualcosa che mi viene chiesto molto spesso. In linea generale, se è un lungo weekend portiamo un bagaglio a mano e uno o dur zaini per noi tre, se è una settimana portiamo una valigia media e uno o due zaini, se sono due settimane o più, portiamo una valigia grande, un bagaglio a mano e uno zaino. Ho anche una borsa pieghevole che va sempre all’interno della valigia nel caso in cui acquistiamo molte cose e abbiamo bisogno di più spazio. Quando si viaggia con i bambini, credo sia importante avere almeno una mano libera per bimbo, ossia non portare mai una valigia e un bagaglio a mano per adulto. Bisogna pensare a quali cose useremo davvero e a tutto ciò che ci siamo portati negli scorsi viaggi e che non abbiamo utilizzato. Non bisogna farsi prendere dalla paranoia del “può sempre servire”. In quasi tutte le destinazioni è possibile acquistare qualcosa che abbiamo dimenticato, e lavare ciò che è sporco e deve essere riutilizzato.

·         Qual è la destinazione più ideale in cui andare con bambini piccoli che non camminano? (Sappiamo già che Colonia e Roma non lo sono)

Esattamente! Ma nonostante i suoi marciapiedi, non abbiamo avuto problemi a visitare entrambe le città con mio figlio! Dipende tutto da come ti poni e basta avere un comodo passeggino. Sul blog c’è un post con diversi consigli a riguardo, dato che ho dovuto cambiare vari passeggini che per me non andavano bene. Una città super amichevole dove andare con i bambini è Rio de Janeiro. Non solo perché le sue strade non sono acciottolate o pietrose, ma anche perché si trovano un po’ ovunque comodi tavoli e sedie dove poter mangiare. Inoltre, puoi creare un ottimo mix tra spiaggia, città e attrazioni turistiche. Quella è stata la nostra prima vacanza in famiglia, ed è stato bellissimo! Anche Cordoba è un bel posto dove poter andare con i più piccoli. Per quanto riguarda l’Europa, in Germania non abbiamo dovuto chiudere il passeggino nemmeno una volta per quanto sono bene attrezzati per famiglie con bambini. Anche sui mezzi pubblici c’è una porta speciale per entrare con il passeggino aperto.

·         Sei stata nominata ai Madresfera Awards 2019, dicci un po’ cos’è?

Madresfera è una rete di blog di mamme e papà creata in Spagna nel 2011. Ci sono blog di viaggi per famiglie come il mio, ma anche pediatri, moda per bambini, bambini che leggono, assistenza all’infanzia, giocattoli, educazione e molto altro. Ogni anno organizzano i Madresfera Awards per riconoscere i migliori blog di ogni categoria. Mi ha sorpreso essere nominata quest’anno per la categoria Viaggi in Famiglia! Il tempo per votare è già scaduto e siamo in attesa del risultato, che purtroppo sta ritardando a causa del Coronavirus. Il solo fatto di essere stata nominata è già un bellissimo riconoscimento per me!

·         Hai studiato fotografia?

Non ho mai studiato formalmente, ma qualche anno fa ho fatto un breve corso e mi ha sempre interessato come tipo d’arte. È una cosa che potrebbe perfezionarmi di più.

·         Quest’anno sei apparsa su Crónica TV con Luis Bremer, ti piacerebbe avere un tuo spazio in un programma TV?

Sì, mi piacerebbe! La verità è che non avevo mai fatto televisione, solo all’università, quindi perché non entrare anche nel mondo della TV?

·         Qualche anno fa hai scritto note per Infobae e Oh La lá e hai anche partecipato a Radio Cultura. Ti piacerebbe fare di nuovo radio? E scrivere per una rivista o un giornale?

Certamente! Come giornalista, la porta è sempre aperta per collaborare con altri media, e il giornalismo grafico e radiofonico sono quelli che mi piacciono di più. Ho partecipato a vari programmi radiofonici, sia come conduttrice che come editorialista, ed è una cosa che mi piacerebbe rifare.

·         Tieni seminari sulla creazione di contenuti, sul digital marketing o sul community management?

È da un po’ che non ne faccio, ma ho tenuto numerosi seminari a riguardo nelle università e in altre istituzioni.

Un pensiero riguardo “Intervista a Lei di AmarViajar

  1. Alessia! Muchas gracias por difundir esta entrevista sobre Lei de Amar Viajar que tiene una vida muy interesante y que constantemente genera material de calidad sobre turismo y demás temáticas de la vida diaria.
    Tu traducción, cómo siempre es excelente! Un placer leerte!

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