In viaggio per l’Italia alla ricerca dei miei antenati

Scritto da: Floxie, il 24/08/2014.

(N.B. Per questa traduzione, piuttosto lunga rispetto alle solite, il mio impegno si è focalizzato sull’uso corretto dei tempi verbali, che dessero al racconto un senso giusto. Al passato, ma con la giusta correlazione cronologica. Dal punto di vista terminologico non vi sono molti stravolgimenti)


Sin da quando ero una bambina mi chiedevo da dove venissero i miei antenati. Anche se uno dei miei nonni materni apparteneva a un’enorme famiglia di nove fratelli, sapevamo solo che erano italiani. Sono sempre stata molto curiosa e credevo fosse importante sapere da dove provenissero le nostre radici. Nessuno nella famiglia da parte di mia mamma ha mai saputo esattamente da dove venissero. Nessuno lo ha mai chiesto. Nessuno vi si è mai interessato. Non riuscivo a capirlo, non mi entrava in testa. Come si può non essere interessati alle proprie origini? Se non sai da dove vieni, saprai ancor meno dove stai andando. Forse hanno passato dei momenti difficili, forse era meglio dimenticare. Forse era una ferita molto profonda difficile da curare.

La storia secondo cui una delle sorelle di mio nonno avevano bruciato il passaporto del mio bisnonno e tutti i documenti annessi era la solita “scusa” che sentivo da mia madre quando provavo ad indagare un po’ di più. La stessa cosa accadeva quando chiedevo ai suoi numerosi cugini qualche informazione extra. A stento mi hanno detto i nomi dei miei bisnonni, e tutto quello che sapevo era che erano nati in qualche paesino in Italia.

Un giorno ho incontrato Marita, il mio angelo della cittadinanza italiana, un genio con cui ho avuto il piacere di lavorare, che è un esperta nel campo della cittadinanza e della genealogia. Parlando di cosa si occupasse, le raccontai della mia frustrazione per non essere riuscita a scoprire le origini dei miei antenati. E lì iniziò la magia.

Marita scrisse i pochi nomi che avevo in mente e il luogo di nascita di mio nonno, e si occupò di cercare dove solo lei poteva con i pochi dettagli che le avevo dato. E a poco a poco le informazioni hanno iniziato ad emergere. Un certificato di battesimo ha portato a una cosa, un certificato di matrimonio a un’altra e così, dopo circa 6 mesi… EUREKA! Abbiamo scoperto il paese dei miei bisnonni: Sant´Arsenio, provincia di Salerno, Italia.

Che emozione! avevamo risolto il cubo di Rubik! È stato fantastico avere finalmente le informazioni che tanto speravo di ottenere! Senza perdere altro tempo, abbiamo organizzato un viaggio con Mr. Filangie per andare alla ricerca dei nostri antenati (lui sapeva già prima il nome del paese dei suoi bisnonni, ma questa è una storia folle che vi racconterò in un altro momento).

L’unica cosa che mi preoccupava era il non sapere nemmeno una parola di italiano, e mi imbarazzava molto andare in un posto senza riuscire a comunicare. Così ho cercato su google corsi di italiano rapidi a Roma per viaggiare quantomeno preparata. Ho studiato per due settimane, dal lunedì al venerdì, per la modica cifra di 350 euro. Mi è stato molto utile per riuscire almeno ad esprimermi a un livello base senza (moooolta) vergogna. Ma vi racconterò questa storia in un altro post.

Abbiamo noleggiato un’auto a Roma e ci siamo diretti verso la provincia di Salerno. Avevo inviato una e-mail in anticipo al Comune di Sant´Arsenio per richiedere il certificato di nascita del mio bisnonno. In realtà, il mio interesse principale era sempre sapere da dove venivamo, oltre a poter ottenere la cittadinanza italiana. So che ci sono persone a cui non importa di nulla se non del passaporto italiano, ma per me aveva un senso, ed era molto importante.

Dopo alcuni giorni in Costiera Amalfitana (pubblicherò un post a parte) siamo partiti da Salerno per raggiungere il paese. Ero nervosa, finalmente il mistero sarebbe stato svelato! Una volta lì la strada ci mostrava il cammino. Era una piccolo paesino con piantagioni di ulivi, mucche, pecore, in mezzo al nulla, con colline e vegetazione ovunque si guardasse.

Appena arrivati, ci siamo ritrovati nella piazza del paese. C’erano alcuni vecchietti seduti sulle panchine a prendere il sole. Mi avvicinai a loro chiedendo se conoscessero qualcuno dal mio stesso cognome materno. Carmelo con i suoi sinceri occhi verdi era entusiasta della nostra visita. L’arrivo di due sconosciuti avrebbe reso la loro giornata diversa. Lui stesso si offrì di guidarci verso le case dei miei “possibili parenti”. Salì in macchina e ci disse di seguirlo. Arrivammo nella casa di una vecchia signora che non capiva niente. In ogni caso ci presentò (?) e le diedi un bacio e un abbraccio per essere sicuri. Con mia sorpresa ce n’erano circa 15 con il mio stesso cognome in paese!

Continuammo a visitare le case di un paio di “possibili parenti”. C’era uno che insegnava a Padova, un altro che non era a casa, il famoso Antonio che sicuramente avrei incontrato alla messa delle 17:00, ecc.

Prima della chiusura del comune andai a vedere se avevano trovato il certificato di nascita del mio bisnonno Giuseppe. Mi accolse una signora, Carmela, che per la sua impopolarità e irritazione chiamerò “Carminha”. Mi disse che per l’anno di cui le avevo parlato in una mail non aveva nessuno chiamato Giuseppe con quel cognome. Così le chiesi se poteva gentilmente guardare all’anno precedente, dato che non avevo una data precisa. Di malavoglia, prese un registro dall’anno 1870 e, in effetti, la nascita del mio bisnonno Giuseppe stava proprio lì, figlio di Antonio e Caterina. La mia emozione è stata offuscata dal rifiuto di Carminha di darmi il certificato in quel momento. Mi rimproverò e mi dissi in malo modo di tornare il giorno dopo, che al momento non poteva farlo. Dato che avevamo ancora giorni liberi, ho accettato di tornare il giorno successivo.

Nel frattempo, sono andata in chiesa per vedere se avevano qualche informazione in più. Ho aspettato padre Antonio, che mi ha gentilmente detto che se avessi aspettato che finisse la messa delle 17:00, mi avrebbe aiutato a trovare ciò di cui avevo bisogno negli archivi della chiesa.

Sebbene io sia cattolica, non andavo a messa da parecchio tempo. Rimasi ad ascoltarla, ed è stato molto carino. Avrei scoperto dopo che i miei bisnonni si erano sposati in quella chiesa e il mio bisnonno era stato battezzato lì. Gli anziani del posto erano presenti in chiesa. Le signore sussurravano e mi guardavano, così come i nonnini seduti davanti a me. Ero la parente lontana di X che veniva dall’Argentina! Ero come una Rock Star (?)!

Alla fine della messa mi presentarono Antonio. Aveva lo stesso nome e cognome di mio nonno. Mi invitò ad andare a cena a casa sua, nella sua fattoria, con sua madre (se lui aveva circa 70 anni, non voglio nemmeno immaginare l’età di sua madre!), ma non sono potuta andare perché sarebbe stato poi troppo tardi per tornare di notte. Avevo le caratteristiche della mia famiglia materna; sono sicura che eravamo parenti lontani!. Dopo aver salutato tutti i vecchietti una volta finita la messa, dopo aver cercato di capire chi potesse essere un mio parente, il prete mi chiamò per andare a consultare gli archivi.

Mi portò in una grande biblioteca, con libri che sembravano risalire a più di un secolo fa. Padre Antonio era una di quelle persone con occhi nobili e generosi. Rimase con me e indossò gli occhiali da lettura per cercare quello che dovevo assolutamente trovare. Dopo aver esaminato diversi libri tra il 1870 e il 1871, trovammo finalmente il certificato del battesimo di mio bisnonno Giuseppe. Non c’erano dubbi, ero nella città dei miei antenati. Con i dati che avevamo raccolto da quel certificato di battesimo, riuscimmo ad ottenere i nomi completi dei miei bisnonni, e con questi trovammo i loro certificati di nascita e il loro certificato di matrimonio! Incredibile. Super emozionata, ho ringraziato padre Antonio e ho continuato per la mia strada.

La mattina dopo, mentre aspettavamo l’ora in cui Carminha mi aveva convocata in comune, andammo a visitare il paese vicino, San Pietro Al Tanagro.

Un cugino di mia madre mi aveva detto che aveva sentito dire che la mia bisnonna Paulina era nata in un paese chiamato San Pedro. Dato che si trovava a meno di 2 km di distanza, ci dirigemmo lì con la macchina.

Arrivati al Comune di San Pietro Al Tanagro, fummo accolti dal direttore dell’Anagrafe, Angelo Ricotta. A differenza di Carminha, Angelo ci ha accolti molto gentilmente e disposto ad aiutarci a raccogliere informazioni. Gli dissi che c’era la possibilità che Paulina fosse nata lì e gli diedi una data di nascita approssimativa. Cercando tra i registri giganteschi, si verificò il “miracolo”. Il certificato di nascita di Paulina era proprio lì, figlia di Carmine e Rosa.

Mi emozionai così tanto! Stavo mettendo insieme i pezzi del puzzle. Ero nel posto dove erano nati i miei bisnonni e i miei avi. Ora capivo tutto. Ora ero in pace.

La città è estremamente rurale, con persone umili e laboriose. Lavorare la terra è la loro modalità di sostentamento. Sono sempre cresciuta sapendo che si va avanti grazie al lavoro. Quegli sguardi sinceri e gentili dalla gente del posto mi hanno fatto sentire come a casa.

Angelo mi permise di cercare nei registri degli indirizzi dei residenti per trovare la casa della mia bisnonna Paulina. Ci lasciò con 10 libri enormi in una stanza per continuare a cercare. Con grande fortuna la trovammo e andammo a trovarla. Stranamente (o forse no) mi sono sentita identificata con il posto. Sentivo che era qualcosa di familiare. Vite passate? Probabile. Suggestione? Potrebbe darsi. Ad ogni modo, il posto e i suoi abitanti mi avevano fatto sentire la benvenuta e mi sentivo così felice come non lo ero da tanto. Quei piccoli momenti di felicità che ho vissuto alla scoperta del mio passato sono indimenticabili.

Lasciai quella che era la casa della mia bisnonna e andai in chiesa. C’erano delle belle signore anziane che pregavano il rosario. Gli chiesi del prete e gli raccontai che quello era il paese della mia bisnonna. Mi portarono immediatamente nella segreteria e iniziarono a parlarsi per capire chi potesse essere imparentato con me. Mi divertì molto il fatto che fosse la stessa situazione che avevo vissuto nel paese del mio bisnonno con i vecchiette della piazza. È come se le vecchie signore fossero gli angeli di Paulina e i vecchietti gli angeli di Giuseppe che erano lì per aiutarmi. Fortunatamente trovammo il certificato di battesimo di Paulina e mi feci nuove amiche.

Dopo aver visitato il paese della mia bisnonna, tornai nel comune di Sant’Arsenio per cercare il certificato di nascita di Giuseppe. Questa volta sono andata “carica” di cioccolatini per cercare di addolcire il viso amaro di Carminha. Funzionò! come in tutte le cose, un cioccolatino o un regalo faranno sorridere tutti! Dopo che mi ebbe consegnato i documenti, diedi i cioccolatini a Carminha. Mi salutò con un sorriso! Sono riuscita nell’impossibile! (comunque ci tengo a precisare che un cioccolatino può rendere felice chiunque, specialmente i ragazzi che lavorano al check-in delle compagnie aeree:P)

Prima di partire passammo per una visita al cimitero del paese. Con mia sorpresa trovai dozzine di parenti che “riposavano” lì.

Molto felice, salutai il paese e i suoi affascinanti abitanti, che mi avevano aperto le loro porte per poter risolvere l’enigma del mio passato. Ho promesso a padre Antonio che sarei tornata con mia madre, la stessa che per anni non sapeva da dove venisse.

Con la nostra Fiat Panda noleggiata, salimmo per la prima volta sul Monte Carmelo e vedemmo il paese dall’alto.

Lì chiusi il cerchio. Chi sono io per sapere dove sto andando. Questo è tutto quello di cui avevo bisogno.

L’unica cosa che non sono riuscita a scoprire mentre ero in Italia è dove Paulina e Giuseppe si erano sposati. Tornata a Buenos Aires, e con l’aiuto di Marita, abbiamo scoperto che entrambi si erano sposati a Buenos Aires, a San Telmo, e che entrambi erano vedovi di un precedente matrimonio. Avevano quasi 10 anni di differenza. Paulina, vedova all’età di 24 anni, sposata in Argentina, e Giuseppe vedovo all’età di 32 anni, sposato in Italia. Si saranno conosciuti per le strade di questi paesi? Si erano incontrati a Buenos Aires dopo molti anni? Quando Giuseppe sposò la sua prima moglie, Paulina aveva 14 anni… Ero ancora troppo piccola per farsi notare. Mi rimarrà sempre l’incognita di come si sono conosciuti. La cosa certa è che hanno avuto 8 figli, tra questi mio nonno Antonio (Pocho). Rimarrà per la mia immaginazione cosa sarà realmente accaduto, mentre ripercorro con la memoria le strade di entrambe i paesi vicini.

L’anno seguente tornai con mia madre e mia sorella maggiore, la vostra amata Silvita Viajera. La gioia fu immensa. Un altro ricordo incancellabile per la nostra collezione di viaggi indimenticabili, poiché, inoltre, siamo riusciti a visitare il paese del mio altro bisnonno a Bodarroz, una piccola paesino nel sud della Francia.

E voi? Sapete da dove venite? Quanto è importante per voi saperlo? Fatemelo sapere!Se vi piacerebbe sapere da dove provengono i vostri antenati ma non sapete da dove cominciare, provate www.familysearch.org, il sito dei mormoni che ha milioni di archivi e documentazioni salvati da tutto il mondo su microfilm, ed è gratuito! Potreste stupirvi, proprio come ho fatto io! E se volete che la detective Marita scopra i vostri antenati e vi consigli su questioni di cittadinanza, potete contattarla sul suo sito web.

Un saluto e buona domenica a tutti!                           

La tana Floxie


(Dato il forte e influente flusso di immigrazione avvenuto in Sud America tra il XIX e XX secolo, in Argentina gli abitanti che discendono da famiglie italiane si definiscono come “tana” o “tano”, proveniente appunto dalla parola “italiano”)

2 pensieri riguardo “In viaggio per l’Italia alla ricerca dei miei antenati

  1. Que hermosa historia! La búsqueda insistente y el deseo de conocer de dónde venimos, supera cualquier barrera.
    Muy emocionante! Gracias por compartirla con todos! Era cómo una película, mientras leía quería que encuentren esos papeles!

    Piace a 1 persona

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