L’albero e il sole

Scritto da: Irina Santroni, il 26/05/2020 e 27/05/2020.

(N.B. A questa traduzione ho apportato alcune piccole modifiche. Tra queste, notiamo nella parte finale che l’originale presente non un “sole” ma più “soli”. Questa espressione, a mio avviso, risulta piuttosto forzata in italiano, e ho ritenuto che il senso del messaggio fosse lo stesso traducendo con un solo “sole”)


È stata un’estate fredda. Ho dovuto affrontarla all’improvviso.

Lasciare andare le mie foglie è stato solo l’inizio. Sono stato tagliato e spostato su altre terre, più volte. Le mie radici sono state danneggiate e sto lavorando duramente per causa loro, nudo nel mezzo dell’autunno, consapevole che è l’unico modo per sopravvivere e purificare la mia essenza.

Tuttavia, questo posto è arido e le ore volano mentre provo a tenere la testa alta contro il vento, ci sono così tante cose di cui essere grati. La vita dipendeva dall’andare avanti. Ora lo so.

I coltelli sono andati via, le radici sono solide e gli altri alberi mi supportano.

E c’è un sole. Questo sole.

Illumina le mie ore e scalda la mia corteccia. Accelera il ritmo della mia linfa, calma le mie energie vitali in un bellissimo limbo, dove galleggio, rapito dal piacere di guarire.

Questo calore segreto dentro di me non solo mi tiene in vita: sta accelerando l’intero processo e sento i germogli che aprono le mie verdi carni. Le nuove punte sono fatte di una fibra diversa, perché c’è qualcosa di cui sono assolutamente sicuro: non sono più lo stesso albero. Voglio mostrare un’ombra di un’altra forma d’ora in poi.

Ci sono state così tante estati non fiorite da sistemare; così tanti rami spezzati, incapaci di trattenersi a me; così tanti autunni dove foglie marce mi si appiccicavano, nel tentativo di non farle cadere.

Non sto davvero cercando un’opportunità. L’ho già avuta e non ha funzionato. Penso di averlo superato. Sono più lontano e più in alto. Voglio di più!

Voglio respirare aria vera. Voglio decidere di che colore fiorirò. Sì, cambierò anche quello. Chi dice che non posso?

Voglio ballare nella brezza e annusare il terreno bagnato, sentire la pioggia e assaggiare quell’acqua fin dalla sua bocca. Voglio creare una storia d’amore e lasciarla scorrere sulle nuvole.

Anche se tutto sembra essere libertà e opportunità, di contro, c’è questo piccolo problema…

Il sole.

La stella più vicina e l’amico più lontano.

Ringrazio Dio ogni notte per la sua esistenza. Dà vita solo per quello.

Apparentemente vicino quanto irraggiungibile. Anche nell’inverno più freddo, la sua luce significa speranza. Quando ti irradia, ecco che fa la differenza. Quindi, ti senti riscaldato, accudito.

Completamente ipnotizzato, gli tesi i miei rami. Tuttavia, non importa quanto ci provassi, era impossibile da raggiungere.

I raggi del mattino mi svegliarono, riscaldarono le mie parti inferiori in modo suggestivo. Illuminava i miei giorni e il suo calore permaneva fino a tarda notte. Il mio desiderio era così grande che sono arrivato a pensare di essere l’unico, la sua unica ragione per tornare. Così in fretta ho capito che aveva quel potere su ogni piccola creatura che si trovasse al suo cospetto, e poi mi sono incupito. Mi ha guardato e, quel giorno, ha brillato di più, è rimasto di più, fermandosi il più possibile su di me. E mi ha fatto sorridere di nuovo.

Non troppo a lungo piantato su quel campo, lo vidi coprirsi con un panno grigio. Nascondendosi da me, scappando, perdendo la sua luce. Allungai le braccia frondose verso il cielo, volevo rastrellare le nuvole per salvarlo, ma non ero abbastanza alto.

Questo è il problema del sole: è alto e lontano, può bruciarti, ed è abbastanza distanti da sembrare freddo. È lì per te quasi ogni giorno nonostante tutto, ma tu non puoi essere lì per lui, quando vive i suoi giorni più bui. Si copre per nascondersi, come se non si fidasse di nessuno, come se il sole non piangesse.

E tu rimani quaggiù, triste e preoccupato; ti manca qualcosa che non hai mai avuto; guardi in alto, la pioggia che cade sul tuo viso, sperando che il sole risplenda ancora una volta.

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